LE ASSURDITÀ DEL SISTEMA PENITENZIARIO: TELEFONARE AL PROPRIO AVVOCATO PUO' ESSERE MOLTO DIFFICILE

LA QUESTIONE

Mi risulta che i detenuti definitivi non possono telefonare, se non in casi eccezionalissimi, ai loro avvocati. Non riesco a capire la ragione di ciò; comunque mi sembra assurda la motivazione che il detenuto definitivo non ha più bisogno di un avvocato. Riesce a farmi sapere se questa decisione è fondata su una norma precisa? Io ho fatto una ricerca nell’ordinamento penitenziario, ma non ho trovato nulla.

LA RISPOSTA DELL’ESPERTO

La questione è stata affrontata dalla Consulta addirittura nel 1997. Purtroppo la norma dichiarata illegittima dalla Consulta non è mai stata corretta, ed anche recentemente la Cassazione si è espressa in maniera piuttosto ambigua: http://www.ilfogliodelconsiglio.it/giurisprudenza/40011-2013/. In questa situazione i direttori delle carceri fanno un po’ quello che gli gira… La cosa migliore, secondo me, è quella di “motivare” adeguatamente la richiesta della telefonata (ad es. per discutere con l’avvocato della possibilità di accesso alle misure alternative…).

Se il direttore non concede la telefonata, si presenta Reclamo al Magistrato di Sorveglianza, citando la pronuncia della Corte Costituzionale…

COMMENTO 

La Corte di Cassazione ribadisce alcuni principi in tema di colloqui telefonici dei detenuti con i propri difensori.

La Suprema Corte preliminarmente afferma che, sia il limite numerico settimanale delle telefonate dei detenuti, che la sottoposizione alla valutazione del direttore dell’Istituto di pena delle relative richieste, prescrizioni previste dal Regolamento Penitenziario, debbono trovare applicazione anche nel caso di telefonate al difensore.

Secondariamente la Suprema Corte precisa che le disposizioni del Regolamento Penitenziario, così come interpretate alla luce della circolare ministeriale dell’aprile del 2010, consentono al Direttore dell’Istituto di pena di autorizzare i detenuti ad effettuare conversazioni con i propri difensori oltre i limiti numerici indicati in Regolamento solamente nel caso in cui il detenuto rappresenti, anche sommariamente, motivi di urgenza o di particolare rilevanza.

Nel caso di specie la Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso presentato dal Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, annullava l’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza – che contrariamente affermava il diritto dei detenuti di effettuare colloqui telefonici con il proprio difensore senza le limitazioni di cui all’art. 39 reg. pen. – rinviando al medesimo per nuovo esame della concreta situazione alla luce dei suddetti principi.

MA…

Perché la norma dichiarata illegittima dalla Consulta non è mai stata corretta?

 

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