IN CARCERE ANCHE UNA STRETTA DI MANO HA UN VALORE

Sono ancora stupito per quello che mi è accaduto stamattina in carcere.

Quando un detenuto, per il colloquio con me, entra nella stanza mi alzo e gli do la mano. Questa mattina un detenuto mi ha ringraziato calorosamente. Perché? che ho fatto? gli ho chiesto. Mi ha dato la mano… Io: e che c’è di strano? Risposta: molto spesso, quando offro la mano per un saluto, viene rifiutata.

Rifletto. Strano mondo il carcere. Anche un normale gesto di saluto è visto come un regalo. Anche la forma diventa sostanza…

Auguro a voi che avete la fortuna (e il merito) di essere liberi, di recuperare la capacità di apprezzare anche le piccolissime cose banali di ogni giorno. Come dice Papa Francesco: grazie, per favore, permesso…

Buon Natale!

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