IL DETENUTO TUNISINO CHE USA I CONGIUNTIVI

Venerdì scorso avevo un elenco di quindici persone che desideravano parlare con il Garante: tre italiani e dodici stranieri.

Entra un ragazzo tunisino. Mi dice di avere 32 anni. Senza che io chieda nulla, comincia a raccontare la sua storia. La riflessione si dipana con serenità, ma quel che mi colpisce è il fatto che infila una serie di congiuntivi con subordinate complicatissime che rispettano sempre la consecutio. Sono strabiliato. Mi complimento con lui e gli chiedo se sta andando a scuola. Gli si inumidiscono gli occhi. “Ho fatto tante sciocchezze – mi dice – quando ero ragazzo. Quando ho cominciato a prendere la via giusta (e ce l’ho fatta) è arrivato – dopo una decina di anni – il definitivo”. Questo significa che ha cominciato a scontare la pena dieci anni dopo i reati, quando aveva trovato – da solo – la strada giusta, abbandonando la droga.

Adesso vorrebbe riprendere la scuola (liceo scientifico) e fare l’esame di idoneità alla classe quarta.

Ce la faremo ad aiutarlo?

 

 

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