DIO HA BISOGNO DEGLI UOMINI – Papa Francesco nel carcere di Isernia

Ieri, sabato, Papa Francesco è stato nel carcere di Isernia. Ha detto, tra l’altro, ai detenuti:

“Quando il Signore ci perdona non dice: “Io ti perdono, arrangiati!”. No, Lui ci perdona, ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti in questo cammino del reinserimento, nella propria vita personale e anche nella vita sociale. Questo lo fa con tutti noi. Pensare che l’ordine interiore di una persona si corregga soltanto “a bastonate” – non so se si dica così –, che si corregga soltanto con la punizione, questo non è di Dio, questo è sbagliato. Alcuni pensano: “No, no, si deve punire di più, più anni, di più!”. Questo non risolve niente, niente! Ingabbiare la gente perché – scusatemi la parola – per il solo fatto che se sta dentro siamo sicuri, questo non serve, non ci aiuta. La cosa più importante è ciò che fa Dio con noi: ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti. E questo si chiama speranza! E con questa speranza, con questa fiducia si può camminare giorno per giorno. E con questo amore fedele, che ci accompagna, la speranza non delude davvero”.

Bello. Ma assurdo. Dove è la mano di Dio? Come facciamo a vederla, a sentirla? Il Papa usa delle metafore?

Io credo che davvero “Dio ha bisogno degli uomini”. Ha bisogno della loro mano di carne per far sentire che Lui c’è davvero a sostenere. Ha bisogno della mano della volontaria, della mano dell’agente, della mano del direttore, della mano dell’educatore, della mano del compagno di cella, della mano dello scrivano, della mano del magistrato… Anche della mano del garante…

Forse bisognerebbe ricordarlo, ogni tanto. Siamo la mano di Dio.

 

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